
Christian Illies
Christian Illies ricopre la cattedra di Filosofia presso l'Università Otto-Friedrich di Bamberga dal 2008. Dopo gli studi in biologia e filosofia, ha proseguito la ricerca in filosofia come borsista Rhodes presso l'Università di Oxford (Magdalen College), conseguendo il dottorato di ricerca (DPhil) nel 1995. Ha poi insegnato presso l'Università di Essen, l'Università Tecnica di Eindhoven e l'Università Tecnica di Delft. Ha ricoperto incarichi di Visiting Scholar e Professore presso l'Università di Notre Dame, l'European College of Liberal Arts (ECLA), l'Università di Cambridge , il Northern Institute of Technology, TU Amburgo-Harburg e l'Università di Aeronautica e Astronautica di Nanchino.
La sue ricerca si concentra su etica e metaetica, filosofia della biologia, antropologia filosofica e filosofia della cultura e della tecnologia (in particolare dell'architettura). Attualmente è impegnato in due progetti. Il primo è un libro sull'etica della manipolazione in cui analizza l'onnipresenza della manipolazione nella cultura moderna in modo interdisciplinare. Il suo secondo progetto riguarda la bellezza architettonica e il suo contributo alla sostenibilità. Gli edifici e le città esteticamente gradevoli possiedono qualità che inducono le persone a prendersene cura – una caratteristica eticamente molto desiderabile.
È coautore di Philosophy of Architecture, Cambridge Architectural Press 2014 (con N. Ray) e di un libro su Darwin, Bamberg: Buchner 2005 (con Vittorio Hoesle). Con Vittorio Hoesle ha anche curato, tra gli altri, Darwinism and Philosophy, University of Notre Dame Press (2005). Illies è autore di Philosophische Anthropologie im biologischen Zeitalter (Francoforte: Suhrkamp 2006) e di The Grounds of Moral Judgement. New Transcendental Arguments in Ethics (Oxford University Press 2003).

Giuliana Laschi
Professoressa è ordinaria di Storia internazionale dell'età contemporanea e Storia dell’integrazione europea presso Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università degli Studi di Bologna. Cattedra Jean Monnet ad personam in Storia dell’integrazione europea; Presidente del Comitato Scientifico del Punto Europa di Forlì – Centro di Eccellenza Jean Monnet; Membro del Self-Steering Committee European Studies di UnaEuropa (nomina di Ateneo).
Ha ottenuto il PhD in Storia presso lo European University Institute (EUI), dove è stata anche Research Fellow. Ha organizzato convegni nazionali ed internazionali e ha coordinato molti progetti europei.
I suoi ultimi volumi: L’Europa e gli altri. (2015); Storia dell’integrazione europea (2021); L'Europa agricola (2022). Le curatele: Europe between Migrations, Decolonization and Integration (2020) con Deplano e Pes; con Astroza, Oddone, Torres Jarrin, Over the Atlantic. Diplomacy and Paradiplomacy in EU and Latin America (2023); con Calandri e Paoli, L’Europa si fa nelle crisi (2023).

Arpad Szakolczai
Arpad Szakolczai ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l'Università del Texas a Austin, ha insegnato teoria sociale e politica all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, è professore emerito di Sociologia all'University College Cork, in Irlanda, e attualmente è Senior Fellow presso il St. Gallen Collegium dell'Università di San Gallo, in Svizzera (2025-2026). Tra le sue pubblicazioni più recenti figurano Permanent Liminality and Modernity (Routledge, 2017); From Anthropology to Social Theory (Cambridge University Press, 2019, con Bjørn Thomassen); The Political Sociology and Anthropology of Evil: Tricksterology (Routledge, 2020, con Agnes Horvath), Post-Truth Society: A Political Anthropology of Trickster Logic (Routledge, 2022) e Political Anthropology as Method (Routledge, 2023). Insieme a Paul O’Connor ha curato l'Enciclopedia di antropologia politica di Elgar, pubblicata nel settembre 2025.
Il suo lavoro si concentra sulla teoria sociale, la sociologia storica e l'antropologia politica, in particolare sulla teoria sociale a orientamento storico e antropologico. Il suo obiettivo è rivalutare i legami tra Europa, modernità e processi di globalizzazione, analizzati utilizzando concetti sviluppati dagli antropologi e focalizzati sulle condizioni storiche di lungo periodo e sugli effetti degli sviluppi religiosi e culturali, collocandosi ampiamente nell'approccio di Max Weber, ma andando anche sostanzialmente oltre.
